1. Natura e finalità.
1. L'insegnamento della religione cattolica
si inserisce nel quadro delle finalità della scuola media e concorre, in modo
originale e specifico, alla formazione dell'uomo e del cittadino, favorendo lo
sviluppo della personalità dell'alunno nella dimensione religiosa, secondo i
princìpi enunciati nell'Accordo di revisione del Concordato Lateranense (Legge
n. 121 del 1985), e della successiva Intesa tra Autorità Scolastica e Conferenza
Episcopale Italiana (Decreto del Presidente della Repubblica n. 751 del 1985), e
nel rispetto delle norme costituzionali e degli orientamenti della scuola
stabiliti dalle leggi dello Stato e in particolare dalle leggi specifiche per la
scuola media (Legge n. 1859 del 31 dicembre 1962 e successivi interventi
legislativi e amministrativi).
2. L'insegnamento della religione cattolica si
svolge in conformità alla dottrina della Chiesa e si pone in stretta
correlazione con lo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno, e
con il suo contesto storico e ambientale. Esso sollecita nel preadolescente il
risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione
del mondo e gli ideali che ispirano l'agire dell'uomo nella storia, nello stesso
tempo offre all'alunno i riferimenti religiosi e culturali essenziali, perché a
quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta
personale.
3. Attraverso la gradualità delle mete educative, l'insegnamento
della religione cattolica promuove il superamento dei modelli infantili,
l'accostamento oggettivo al fatto cristiano, l'apprezzamento dei valori morali e
religiosi e la ricerca della verità, in vista di una personale maturazione della
propria identità in rapporto a Dio, creatore e padre universale, e in rapporto
alle realtà culturali e sociali.
4. L'insegnamento della religione cattolica
favorisce gli atteggiamenti che avviano l'alunno ad affrontare la problematica
religiosa: l'attenzione al problema di Dio e ai valori dello spirito, il gusto
del vero e del bene, il superamento di ogni forma di intolleranza e di
fanatismo, il rispetto per chi professa altre religioni e per i non credenti, la
solidarietà con tutti e particolarmente con chi è fisicamente o socialmente
svantaggiato.
5. La stessa educazione linguistica del preadolescente trae
vantaggio dall'insegnamento della religione cattolica, in quanto attraverso
l'acquisizione delle forme e delle categorie proprie del linguaggio religioso
l'alunno è abilitato a comunicare sul piano dei valori fondamentali e ad
esprimere la sua realtà interiore, anche in dialogo con differenti credenze e
culture.
2. Obiettivi e contenuti.
1. L'attività didattica si svolge tenendo
sempre presente il nucleo essenziale del cristianesimo: la figura e l'opera di
Gesù Cristo secondo la testimonianza della Bibbia e l'intelligenza di fede della
Chiesa.
2. Attorno a questo essenziale nucleo unificatore, si presentano con
serietà critica le verità e i valori che sono patrimonio della Tradizione
cristiana: la vita dell'uomo come risposta a una vocazione personale di Dio
creatore e padre; la Chiesa segno e strumento della comunione degli uomini con
Dio e tra loro; i valori etico-religiosi del messaggio cristiano per una libertà
dell'uomo che è dono di Dio e impegno personale; il compimento della vita umana
e della storia «nei cieli nuovi e nella terra nuova».
3. Nell'ambito del
programma annuale e dell'intero ciclo, l'insegnamento svolge un piano secondo
alcune direttrici costanti, che si riferiscono in modo sistematico:
3. Indicazioni metodologiche.
1. L'insegnamento della religione
cattolica si svolge, a partire dall'esperienza vissuta, in risposta ad esigenze
fondamentali del preadolescente, come documentazione diretta sulle fonti della
tradizione cristiana, come ricerca storica sul cristianesimo nella propria
regione, in Italia e in Europa, come confronto aperto e dialogo con altre forme
e tradizioni religiose culturalmente rilevanti.
2. Anche per l'insegnamento
della religione cattolica vale la regola didattica generale che considera
importante il coinvolgimento personale di ciascun alunno, la sollecitazione a
rilevare i problemi, la preoccupazione di sviluppare le capacità conoscitive,
l'ascolto, l'intuizione e la contemplazione.
3. Linsegnamento della religione
cattolica si avvale a tal fine delle tecniche e dei sussidi didattici ritenuti
più validi, tenuto conto delle finalità e delle metodologie proprie della
scuola.
4. Scansione annuale.
1. Le indicazioni programmatiche per i
singoli anni hanno valore di orientamento e comportano sempre alcune esigenze,
quali: la necessità che la programmazione didattica tenga presenti ogni anno gli
obiettivi e la visione globale dell'intero ciclo; che si tenga conto delle fasi
della significativa evoluzione fisiopsicologica e spir’tuale del preadolescente;
che vengano valorizzati interessi ed esperienze emergenti dalla vita
dell'alunno, anche in connessione con i programmi delle altre discipline.
Franca
Falcucci
Il Presidente della Conferenza Episcopale
Italiana
Ugo card. Poletti